Descrizione Prodotto
Una sera di alcuni anni fa, due amici (uno un imprenditore e l’altro un creatore di giochi) stavano chiacchierando dopo l’ennesima partita del loro gioco preferito: gli scacchi. La conversazione s’improntò sulla loro condivisa curiosità delle origini di un gioco che, di primo acchito, sembrava a entrambi antichissimo, un vero e proprio ‘patrimonio dell’umanità’.
Ebbene, i due amici si misero a fare delle ricerche, che li condussero in un affascinante viaggio di scoperta. Anche se gli scacchi come li conosciamo ora sono stati codificati solo nel quindicesimo secolo nel sud dell’Europa, le loro origini sono ben più antiche ed esotiche. Furono, infatti, i mercanti Arabi che importarono gli antenati degli scacchi moderni nell’Europa nel medioevo, ma questi giochi non erano di origine Araba. Gli Arabi, infatti, li avevano assimilati durante la loro conquista della Persia. Ma neppure persiana è l’origine di questo gioco. Antichi testi storici persiani, tuttavia, ascrivono l’introduzione di questi giochi, che divennero molto popolari tra la nobiltà persiana come giochi di guerra, a importanti visitatori che arrivavano dall’India.
E finalmente è proprio nell’antica India che, attorno al sesto secolo DC, si trova il gioco di guerra che, a detta degli antichi storiografi Arabi, Persiani e Indiani, è l’antenato di tutti questi giochi che hanno condotto nei secoli agli scacchi moderni. Questo gioco, in Sanscrito, è chiamato Chaturanga. Chaturanga, insieme alla sua versione a quattro giocatori, Chaturaji, erano una simulazione bellica vera e propria, uno strumento che le antiche classi guerriere (Kshatriya) usavano per affinare l’acume tattico dei propri ufficiali.
Ebbene, dopo quest’affascinante viaggio, seguendo Marco Polo sulle orme dei mercanti e pellegrini sulla via della seta, i due amici decisero di creare un gioco che se ispirasse a questa tradizione. Volevano che il gioco fosse una simulazione bellica, un po’ come i wargame di soldatini usati dagli ufficiali del mondo occidentale, ma anche che usasse le regole degli scacchi, in modo che fosse di facile accesso per molti appassionati in tutto il mondo. Così nacque un gioco nuovo, che mescola le radici degli scacchi con la varietà del wargame tridimensionale, seppur in forma stilizzata e facilmente accessibile (se si sa giocare a scacchi, bisogna leggere solo una pagina e mezzo di regole per impararlo).
In onore delle antiche origini e a rappresentare questi secoli di cultura, i due amici hanno deciso di chiamare questo gioco ‘Shuuro’, parola che in Sanscrito significa ‘guerriero’ o ‘persona abile’, ed infatti Shuuro è un gioco dove la fortuna non conta, ma solo l’abilità del guerriero… ossia del giocatore!
In breve, in una partita di Shuuro, i due giocatori non hanno un set di pezzi scacchistici predeterminati, come negli scacchi tradizionali, ma se li scelgono con un semplice sistema a punti, per simulare il fatto che gli eserciti veri non sono mai identici ai propri nemici. Poi, su di una scacchiera di dodici per dodici caselle, che ovviamente rappresenta un campo di battaglia, vengono piazzati casualmente otto blocchi. Questi rappresentano in modo stilizzato le irregolarità del terreno e le eventuali fortificazioni, assicurando che ogni partita sia diversa. Infine, i giocatori schierano i propri eserciti di pezzi e cominciano la battaglia usando le ben note regole degli scacchi. Semplice!
Una nuova variante di scacchi, un gioco di strategia con una scacchiera di 12x12 e alcuni elementi innovativi "di terreno". Un gioco da avere se siete appassionati di giochi astratti e di giochi strategici.
Ebbene, i due amici si misero a fare delle ricerche, che li condussero in un affascinante viaggio di scoperta. Anche se gli scacchi come li conosciamo ora sono stati codificati solo nel quindicesimo secolo nel sud dell’Europa, le loro origini sono ben più antiche ed esotiche. Furono, infatti, i mercanti Arabi che importarono gli antenati degli scacchi moderni nell’Europa nel medioevo, ma questi giochi non erano di origine Araba. Gli Arabi, infatti, li avevano assimilati durante la loro conquista della Persia. Ma neppure persiana è l’origine di questo gioco. Antichi testi storici persiani, tuttavia, ascrivono l’introduzione di questi giochi, che divennero molto popolari tra la nobiltà persiana come giochi di guerra, a importanti visitatori che arrivavano dall’India.
E finalmente è proprio nell’antica India che, attorno al sesto secolo DC, si trova il gioco di guerra che, a detta degli antichi storiografi Arabi, Persiani e Indiani, è l’antenato di tutti questi giochi che hanno condotto nei secoli agli scacchi moderni. Questo gioco, in Sanscrito, è chiamato Chaturanga. Chaturanga, insieme alla sua versione a quattro giocatori, Chaturaji, erano una simulazione bellica vera e propria, uno strumento che le antiche classi guerriere (Kshatriya) usavano per affinare l’acume tattico dei propri ufficiali.
Ebbene, dopo quest’affascinante viaggio, seguendo Marco Polo sulle orme dei mercanti e pellegrini sulla via della seta, i due amici decisero di creare un gioco che se ispirasse a questa tradizione. Volevano che il gioco fosse una simulazione bellica, un po’ come i wargame di soldatini usati dagli ufficiali del mondo occidentale, ma anche che usasse le regole degli scacchi, in modo che fosse di facile accesso per molti appassionati in tutto il mondo. Così nacque un gioco nuovo, che mescola le radici degli scacchi con la varietà del wargame tridimensionale, seppur in forma stilizzata e facilmente accessibile (se si sa giocare a scacchi, bisogna leggere solo una pagina e mezzo di regole per impararlo).
In onore delle antiche origini e a rappresentare questi secoli di cultura, i due amici hanno deciso di chiamare questo gioco ‘Shuuro’, parola che in Sanscrito significa ‘guerriero’ o ‘persona abile’, ed infatti Shuuro è un gioco dove la fortuna non conta, ma solo l’abilità del guerriero… ossia del giocatore!
In breve, in una partita di Shuuro, i due giocatori non hanno un set di pezzi scacchistici predeterminati, come negli scacchi tradizionali, ma se li scelgono con un semplice sistema a punti, per simulare il fatto che gli eserciti veri non sono mai identici ai propri nemici. Poi, su di una scacchiera di dodici per dodici caselle, che ovviamente rappresenta un campo di battaglia, vengono piazzati casualmente otto blocchi. Questi rappresentano in modo stilizzato le irregolarità del terreno e le eventuali fortificazioni, assicurando che ogni partita sia diversa. Infine, i giocatori schierano i propri eserciti di pezzi e cominciano la battaglia usando le ben note regole degli scacchi. Semplice!
Una nuova variante di scacchi, un gioco di strategia con una scacchiera di 12x12 e alcuni elementi innovativi "di terreno". Un gioco da avere se siete appassionati di giochi astratti e di giochi strategici.
Informazioni Aggiuntive
| Codice Articolo | RHO 001-01 |
| Categoria Prodotto | Box |
| Serie Prodotto | Strategy Games |
| Produttore | River Horse |
| disponibile in | 7 giorni |
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